Pagina:Il laicismo (Riccardi).djvu/26

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Cattolici, all’erta!

Ma torniamo a doveri dei cattolici su tale punto. Diceva essere primo loro obbligo di non solo riverire il sacerdote, ma altresì rivendicargli la legittima influenza. Non si lascino ingannare dalla setta! Quando alcuno esce in quelle espressioni: Che c’entrano i preti in questo? si guardino bene dall’applaudire comechessia. Chi parla così, più che il prete, intende colpire la religione. Quelle tali frasi.....: Noi rispettiamo il sentimento religioso, ma altra cosa è il Vangelo ed altra l’opinione dei preti....! — Altra è la dottrina di Gesù Cristo ed altro il parere del Papa! — Noi rispettiamo i cattolici, ma vogliamo la libertà di coscienza....! ed altre simili, sono tutte frasi capziose e settarie. Per libertà di coscienza costoro intendono appunto l’oppressione delle coscienze cattoliche: sempre poi e sovratutto mirano ad isolare il Clero, ad escluderlo da tutto e a far sì che nei sociali ordinamenti non si tenga alcun conto della religione. Spetta quindi ai cattolici di impegnarsi fermamente in ogni propizia occasione, perchè sia mantenuta al sacerdote o restituita quella legittima influenza, che gli compete.



Unirsi al Clero.

Altro obbligo è di unirsi al Clero nell’opera santa della ristorazione cristiana della società. Combattendo il laicismo, Dio sa se mai intesi di far poco conto della parte del laicato cattolico in tale opera. Potente e benefica dissi per molti capi l’influenza del Clero; ma purtroppo oggidì si lavora dalla setta a scalzarla. Epperò se alla azione dei preti fu d’uopo sempre che si associasse l’opera dei laici, tanto più oggi.