Pagina:Il libro dei versi (1902).djvu/133

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122 LEGGENDA PRIMA


La notte nereggia

10Foltissima e cupa,
La iena e la lupa

Son sotto la reggia.


La reggia è un gaio incendio - par che vi nasca il sole,

Lumiere e faci irradiano - l’aere che fulge ed ole,
15I frutti, i fior s’insertono - nei vividi corimbi,
Gli ardenti ceri esalano - come un vapor di nimbi;
Il fulgor delle fiaccole - fa sfolgorar le antiche
Muraglie e le panoplie - alle pareti amiche,
E spesso la fantastica - nube dell’incensiere
20Filtra pe’ cavi cranii - dell’ampie cervelliere.
Cetre, vïole, fläuti - spiran soavi suoni,
La sala è zeppa, corrono - chironomonti e schiavi,
E Trol fra quelle turbe - nell’orgia vagabonde
S’estolle ed erge il petto - Come un Triton sull’onde.
Siedono a mensa i dodici - ministri, Oliba, il Re;
Due curve ancelle tergono - col nardo i regi piè.
Tutto è tripudio; in alto - fra le eccelse volùte
Danzan falène e nottole. - Papiol con celie astute
Move a riso quell’orride - faccie da jettatura.

Il Re: Conti, se jeri - fu notte di paura