Pagina:Il libro dei versi (1902).djvu/134

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ORSO VIVO 123

Pei vivi, io giuro a voi - miei ministri e consorti,

Che questa notte i vivi - faran paura ai morti.
Guai a voi se vien meno - la baldoria fastosa!
I Conti: Viva Orso! - Viva Oliba la sposa!
Il Re: S’apra il banchetto.


(- Squilla repente un coro
Di trombe, entrano i paggi - portan le mappe d’oro,
E le uova, ed i favi — del miel d’Imeto, i ciati
Murrini, i nappi, l’anfore, — i pani inargentati.)
Il Re: Papiol! Su moviti! - narra un piacevol motto,
Fa saltar lo scojattolo, - fa ballare il scimiotto,
Piangi, cuculia, imagina - qualche nuovo capriccio.
Papiol: Dirò le gobbole - quando verrà il pasticcio
Che m’hai promesso.


Il Re: - Papiol, non esser fiero
Così, sai che il pasticcio - dêi mangiartelo intero.
Papiol: E mangierollo - intiero per mia fè.
Il Re: Bada, Papiolo, è più grande di te.
Papiol: L’atomo è al desco — del mondo un Tricliniarca;
Il tarlo rode il trono, — l’ostrica rode l’arca,
L’insetto succhia il pampino — gigante e picciol gnomo

Rosica il monte altissimo, — l’invidia strugge l’uomo —