Pagina:Il libro dei versi (1902).djvu/138

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ORSO VIVO 127



E colla destra inerme
Spacca quel frutto... orrore!... orrore! orrore! un verme!!
Un verme irsuto e gonfio - gli cadde sulla mano!
Ha sovra il capo un marchio - quasi di teschio umano.
Il Re fa cenno al boja - e allibito ed ansante
Gli favella all’orecchio; - ognun guata tremante.
E intanto i paggi biondi - colman di nuovo vino
Le vuote coppe e l’anfore. - s’inferisce il festino.
Il Re canta ad Oliba - e sulle curve forme
Dell’aurea tazza specchiasi - più fulvo e più deforme.)

Vin di Scio! vin di Scio! vin di Scio!
Questo è un vin che dà morte ed obblio!
Questo è un vin che fa simili a Dio!

(Così dicendo in voce - terribilmente gaja
Piglia un coltel, sta dietro - Trol colla sua mannaja
Sopra Oliba; ma tutti - guatan la tetra ruca;

Oliba ha fermo l’occhio - sovra il coltel del Duca.)


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Ti scherme
Dal morso

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