Pagina:Il libro dei versi (1902).djvu/154

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ORSO MORTO 143

Più antica e più veggente ne tramanda
  Che in quella notte mugolasser voci
  30Tetre nell’aria, e si vedesse appesa
  La salma d’un gentil romanzatore
  A un salice del bosco.


35La morente
Udiam voce del Duca; ei giace, muto
Ed atterrito, come immota scolta
Diventâr cataletto; e già le coltri
40Sudario. Ardon funerei ceri. Un frate
Gli sta d’accanto, un frate bruno e chiuso
In un lungo sajo. Il labbro di Re Orso
Sgorga parole e rantoli; chinato
Il confessore ascolta. (È la favella
45Un torbido liquor che vuol l’orecchio
Per allambico.) A lunga confessione
Dèi prepararti, o frate, a tenebrosa
Litania di delitti; in te l’Eterna
Misericordia sia consïglio e guida.


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