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Pagina:Il parallelismo di Clifford negli spazii ellittici.djvu/43

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Il parallelismo di Clifford negli spazii ellittici 37

Ponendo

dξi=∂ξi∂udu+∂ξi∂vdv, δξi=∂ξi∂uδu+∂ξi∂udv, ecc.

vediamo subito che questa somma è uguale a

(duδv−δudv)(∂x2∂v∂ξ2∂u+∂x3∂v∂ξ3∂u−∂x2∂u∂ξ2∂v−∂x3∂u∂ξ3∂v)

e ricordiamo che, mutando il verso del parallelismo, tutto resta inalterato, eccettochè questa somma si deve considerare col segno mutato, come dimostra un facile calcolo. Ora (come si notò per calcolare le coordinate di P′, P″, π′, π″) è per noi

dx1=dx4=dξ1=dξ4=0;

quindi con le notazioni del Fibbi, ricordate più su, si vede che la somma precedente si può scrivere

±(f−f′)(duδv−δudv)

dove il doppio segno corrisponde per quanto si è detto al doppio senso del parellelismo. Si ha dunque

α)
6dω″=6dω+6dω′±(f′−f)(duδv−δvdu).

La formula notata più su che dà dω, diventa, poichè

EG−F2=(x,ξ,∂x∂u,∂x∂v)2

(dove col simbolo tra parentesi si indica al solito un determinante del IV ordine (§. 3)) e poichè dx1=dx4=dξ1=dξ4=0

β)
6dω=EG−F2(duδv−δudv).

La (α) e la (β) danno il seguente teorema:

Una delle due densità di Clifford di una congruenza in un punto differisce dalla corrispondente densità del Fibbi aumentata della cur-