Pagina:Il piacere.djvu/105

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― Guarda, Elena, Madame de la Boissière ― disse Giovanella Daddi, con quella sua strana voce rauca. ― Non sembra un cammello vestito da cardinale, con un parrucchino giallo?

― Madamoiselle Vanloo stasera perde la testa per tuo cugino ― disse la Massa d’Albe alla principessa, vedendo passare Sofia Vanloo a braccio di Ludovico Barbarisi. ― L’ho sentita dianzi che supplicava, dopo un giro di polka, accanto a me: “Ludovic, ne faites plus ça en dansant; je frissonne toute...

Le dame si misero a ridere in coro, tra l’agitazion de’ ventagli. Giungevano dalle sale contigue le prime note d’un walzer ungherese. I cavalieri si presentarono. Andrea potè finalmente offerire il braccio a Elena e trarla seco.

― Aspettandovi, ho creduto di morire! Se voi non foste venuta, Elena, io vi avrei cercata ovunque. Quando vi ho vista entrare, ho trattenuto a stento un grido. Questa è la seconda sera ch’io vi vedo, ma mi par già di amarvi non so da che tempo. Il pensiero di voi, unico, incessante, è ora la vita della mia vita....

Egli proferiva le parole d’amore sommessamente, senza guardarla, tenendo gli occhi fissi d’innanzi a sè; ed ella le ascoltava nella stessa attitudine, impassibile in vista, quasi marmorea. Nella galleria rimanevano poche persone. Lungo le pareti, tra i busti dei Cesari, i cristalli opachi de’ lumi, in forma di gigli, versavano un chiarore eguale, non troppo forte. La profusione delle piante verdi e fiorite dava imagine di una serra suntuosa. Le onde della musica si propagavano nell’aria calda, sotto le vôlte concave