Pagina:Il piacere.djvu/152

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

― 140 ―

match in Inghilterra, montava un animale d’umor difficile, che poteva rifiutarsi innanzi a qualche ostacolo. Giannetto Rútolo invece ne montava uno eccellente ed assai ben disciplinato; ma sebben forte, egli era troppo impetuoso e prendeva parte a una corsa publica per la prima volta. Inoltre, doveva trovarsi in uno stato di nervosità terribile, come da molti segni appariva.

Andrea pensava, guardandolo: “La mia vittoria d’oggi influirà sul duello di domani, senza dubbio. Egli perderà la testa, certo, qui e là. Io debbo essere calmo, su tutt’e due i campi.„ Poi, anche, pensò: “Quale sarà l’animo di Donna Ippolita?„ Gli parve che intorno ci fosse un silenzio insolito. Misurò con l’occhio la distanza fino alla prima siepe; notò su la pista un sasso luccicante; s’accorse d’essere osservato dal Rútolo; ebbe un fremito per tutta la persona.

La campanella diede il segnale; ma Brummel aveva già preso lo slancio; e la partenza quindi, non essendo stata contemporanea, fu ritenuta non buona. Anche la seconda fu una falsa partenza, per colpa di Brummel. Lo Sperelli e il duca di Beffi si sorrisero fuggevolmente.

La terza partenza fu valida. Brummel, súbito, si staccò dal gruppo, radendo lo steccato. Gli altri tre cavalli seguirono di pari, per un tratto; e saltarono la prima siepe, felicemente; poi, la seconda. Ciascuno dei tre cavalieri faceva un gioco diverso. Il duca di Beffi cercava di mantenersi nel gruppo perchè d’innanzi agli ostacoli Satirist fosse istigato dall’esempio. Il Caligáro