Pagina:Il piacere.djvu/326

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XI.


Così, d’un balzo, Andrea Sperelli si rituffò nel Piacere.

Per quindici giorni lo occuparono Giulia Arici e Clara Green. Poi partì per Parigi e per Londra, in compagnìa del Muséllaro. Tornò a Roma verso la metà di decembre; trovò la vita invernale già molto mossa; fu súbito ripreso nel gran cerchio mondano.

Ma egli non s’era mai trovato in una disposizion di spirito più inquieta, più incerta, più confusa; non aveva mai provato dentro di sè uno scontento più molesto, un malessere più importuno; nè mai aveva provato contro di sè medesimo impeti d’ira e moti di disgusto più crudeli. Talvolta, in qualche stanca ora di solitudine, egli si sentiva salire dalle profonde viscere l’amarezza, come una nausea improvvisa; e rimaneva là ad assaporarla, torpidamente, senza aver la forza di cacciarla fuori, con una