Pagina:Il piacere.djvu/70

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Dopo, nessun altro attimo di gioia eguaglierà quell’attimo.

Elena domandò, mentre in torno la conversazione facevasi più viva:

― Resterete a Roma tutto l’inverno?

― Tutto l’inverno, e oltre ― rispose Andrea, a cui quella semplice domanda parve chiudere una promessa d’amore.

― Avete dunque una casa?

― Casa Zuccari: domus aurea.

― Alla Trinità de’ Monti? Voi felice!

― Perchè felice?

― Perchè voi abitate in un luogo ch’io prediligo.

― V’è raccolta, è vero?, come un’essenza in un vaso, tutta la sovrana dolcezza di Roma.

― È vero! Tra l’obelisco della Trinità e la colonna della Concezione è sospeso ex-voto il mio cuore cattolico e pagáno.

Ella rise di quella frase. Egli aveva pronto un madrigale intorno il cuor sospeso, ma non lo profferì; perchè gli spiaceva di prolungare il dialogo su quel tono falso e leggero e di disperdere così l’intimo suo godimento. Tacque.

Ella rimase un poco pensosa. Poi, di nuovo, si gittò nella conversazione generale, con una vivacità anche maggiore, profondendo i motti e le risa, facendo scintillare i suoi denti e le sue parole. Donna Francesca mordeva un poco la principessa di Ferentino, non senza finezza, accennando all’avventura lesbica di lei con Giovanella Daddi.

― A proposito, la Ferentino annunzia per l’Epifania un’altra fiera di beneficenza ― disse