Pagina:Il piacere.djvu/90

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Lorenzo il Magnifico, la tentò. Ed ella prese parte alla gara. Comunicava la sua offerta al perito, a voce bassa, senza levare gli occhi su di lui. A un certo punto, i competitori si arrestarono; ella ottenne la pietra, a buon prezzo.

― Acquisto eccellente ― disse Andrea Sperelli, che stava in piedi, dietro la sedia di lei.

Elena non potè trattenere un lieve sussulto. Prese il sardonio e lo diede a vedere, levando la mano all’altezza della spalla, senza voltarsi. Era veramente un’assai bella cosa.

― Potrebbe essere il Centauro che Donatello copiò ― soggiunse Andrea.

E nell’animo di lui, insieme con l’ammirazione per la cosa bella, sorse l’ammirazione per il nobile gusto della dama che ora la possedeva. “Ella è dunque, in tutto, una eletta„, pensò. “Quali piaceri può dare ella a un amante raffinato!„ Colei s’ingrandiva, nella sua imaginazione; ma, ingrandendosi, sfuggivagli. La gran sicurezza della sera innanzi mutavasi in una specie di scoraggiamento; e i dubbii primitivi risorgevano. Egli aveva troppo sognato, nella notte, a occhi aperti, nuotando in una felicità senza fine, mentre il ricordo d’un gesto, d’un sorriso, d’un’aria della testa, d’una piega del vestito lo prendeva e l’allacciava, come una rete. Ora, tutto quel mondo imaginario crollava miseramente al contatto della realità. Egli non aveva visto negli occhi di Elena il singolar saluto a cui aveva tanto pensato; egli non era stato distinto da lei, in mezzo agli altri, con nessun segno. “Perchè?„ Si sentiva umiliato. Tutta quella gente fatua, d’in torno, gli faceva ira;