Pagina:Il podere.djvu/235

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— Perchè devi andare a Siena cosi di fretta?

— C’è un’udienza al tribunale, credo.

Ella finse di meravigliarsi, per farselo dire un’altra volta:

— Di già?

— Anche io me n’ero scordato!

Si sentì subito sollevata; e, senza volere, mostrò la sua contentezza. Egli le disse:

— Che Giulia riesca a farsi dare ottomila lire, oltre tutte le spese del processo, non gliene importa?

Luigia arrossì:

— Me ne importa, perchè dovrai cavarle, in un modo o in un altro, dalla Casuccia.

Quand’egli ebbe fatto un poco di strada, camminando lesto per non giungere tardi, lo arrivò Bùbbolo in calesse. Guidando con una mano sola, mise di passo il cavallo; e gli chiese:

— Perchè non sale con me? C’è posto anche per lei! Si metta qui! Guardi: qui; ci sta bene! Se non accetta, mi offenderebbe!

Remigio diceva di no; ma Bùbbolo cominciò perfino a bestemmiare:

— Santa Madonna, nè meno a dirle di venire in calesse, lei mi risponde come dovrebbe! Non le faccio sporcare le scarpe, e non si stanca! Venga su! Madonna dei sette dolori! Non mi faccia stizzire di mat-