Pagina:Il tesoro.djvu/135

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teva accadere se non un giorno l’altro. Chi sa mai?

Dopo tutto Elena Bancu non era cattiva, ma religiosa e sincera. E poi le Brindis potevano tener d’occhio ogni avvenimento di casa Bancu. Un giorno Costanza, per consiglio d’Agada, disse ad Elena della sua visita alla maga.

— Credi tu a queste cose? — domandò Elena ridendo. — Io non so: eppure tu non sembri tanto ignorante. È anche peccato, sai? Se non ci procuriamo fortuna d’altra parte, stiamo fresche! — e aggiunse, fissando i grandi occhi in Costanza: — Ma già, tu fra poco non avrai bisogno di nulla. È vero che vai sposa ad Alessio?

— Macchè! — disse Costanza con aria contrita. — Chi te l’ha detto? Che sciocchezze si dicono! Come vuoi che Alessio pensi a riprender moglie se Maria è morta da sei mesi? Chi te lo ha detto? — insistè tuttavia con interesse.

— Chi? — fece Elena, come interrogandosi. — Aspetta. Chi me l’ha detto? Ah, Cicchedda!

— La nostra serva?

— Sì, l’altro giorno ch’è venuta qui.

— Ma guardate che matta! — disse Costanza arrossendo. — Ti giuro che non è vero! Ma tu pure dicono che vai sposa con un presidente. Non ricordo come si chiama.

— Non è vero. Sciocchezze — disse Elena con semplicità.

Appena rientrata, Costanza se la prese con Cic-