Pagina:Il tesoro.djvu/145

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Scherzava o diceva sul serio? La trattava da bimba o da fanciulla? Ella non se lo spiegò, ma sentì tutte le verdi stelle del cielo cader nel cortile, il fico ballare, il freddo cambiarsi in un calore delizioso e inebbriante; e senza accorgersene si trovò in cucina, ridendo silenziosamente e beatamente. Prese Domenico fra le braccia e tornò nel cortile.

Alessio non c’era più, ma ella lo vide lo stesso, e quando spogliò Domenico e lo mise a letto, e gli accomodò delicatamente la testina e le manine sul guanciale, facendogli il segno della croce, nascose il volto sulle coltri, e rise e gemette che pareva impazzita....

Il giorno dopo Alessio e Salvatore Brindis salivano a cavallo sulla montagna, recandosi a stimar le ghiande degli elci d’un’alta tanca, che dovevano prender in affitto per i loro porci.

A un certo punto, in un luogo d’una bellezza selvaggia e solenne, dove alte roccie di granito chiudevano il bosco meraviglioso, presero a parlar di Cicchedda.

I cavalli, un po’ ansanti e lucenti di sudore, camminavano silenziosamente sulle foglie morte, tra le felci secche e l’erba autunnale; Alessio diceva che Cicchedda era una bella ragazza, e la sua voce perdevasi stranamente nel silenzio profondo dell’alta foresta.

— Vi ricordate? Pochi mesi fa era così stupida e brutta! Io non so certi cambiamenti delle don-