Pagina:Il tesoro.djvu/146

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 136 —


ne! Ora è bella, e lo diventerà di più. Ha i capelli che sembrano seta....

— Diavolo! Glieli hai toccati? — domandò Salvatore ridendo.

— Forse! — disse Alessio.

Salvatore, con quel suo grosso corpo un po’ abbandonato sulla sella, ansava, e ogni tanto si tirava sulla fronte la berretta che scivolava indietro, guardando in viso il nipote con occhi torvi e iniettati di rosso.

Alessio invece guardava innanzi a sè, continuando a parlar di Cicchedda; nelle sue labbra e nella espressione del suo volto, Salvatore scorgeva qualche cosa che non gli garbava.

— Senti — disse a un tratto, chinandosi sul cavallo per passare sotto le fronde basse d’un elce — mi pare che tu abbia guardato molto la ragazza.

— E perchè no? — rispose Alessio ridendo.

Ma Salvatore non aveva voglia di ridere.

— Ascoltami bene. Tua moglie è morta quest’anno, ciò non t’obbliga a sotterrarti subito dopo di lei. Sei giovane e forte, lo capisco benissimo, ma sarebbe una bellissima cosa se tu non guardassi tanto Cicchedda.

— Oh, diavolo! — gridò Alessio sbirciando maliziosamente lo zio. — Mi pare che la guardiate anche voi! — Ma Salvatore restò così duro e composto che il nipote, prendendo la cosa