Pagina:Il tesoro.djvu/148

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Altrimenti ti farò pagar caro ogni danno. Ricordatene!

E Salvatore allargò le braccia quasi chiamando a testimone la montagna.

Il bosco s’apriva in una verde radura, donde si godeva un immenso panorama, fino alle cerule montagne del Gennargentu; chine verdi e rocciose salivano fino agli estremi boschi della montagna; il mattino era fresco e splendido, il paesaggio meraviglioso nella dolcezza autunnale. Prima di riprender la salita, i cavalli si abbeverarono ad una fontana, presso una capanna addossata alle rocce, donde uscì un uomo armato di fucile. Era un bandito, che salutò, intrattenendosi fiduciosamente coi due passanti. Oltrepassata la fontana, essi presero a parlar del bandito, di ghiande, di porci e di tancas e la bionda Cicchedda parve completamente obliata.

Ma da quella sera Alessio entrò con lei nella più benevola relazione, cordiale e senza malizia, che non insospettì nessuno, fuorchè Costanza.

Questa ragazza, fredda e ambiziosa, contava dei diritti sul cugino, benchè non l’avesse mai realmente amato.

In un tempo lontano i parenti, gli amici ed i vicini glielo avevan designato come sposo; ma Alessio aveva sposato Maria, ed ella si era rassegnata, tanto più che essendo giovanissima non le mancava la speranza di sposare un altro principale. Non aveva mai fatto l’amore, nè