Pagina:Il tesoro.djvu/207

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mi cercano così lontano? Eccomi dunque ben vicino a te!

«....la mia vita vorrebbe avvolgerti tutta in una sola, grande, divina, immortale carezza. Ma poichè sono pur troppo un essere mortale, molto imperfetto, tutti i miei voti non possono far nulla per la tua felicità; ma se tu sapessi immaginar cosa che mi fosse possibile e che ti facesse piacere, dovresti mettermi alla prova, anche del fuoco.

«L’anima mia, ricoverata nella tua, potrà alzarsi ad un volo potente. Accoglimi.»

La lettera terminava così:

«Dammi le tue mani, e portale alla mia fronte, e lascia ch’io ti miri profondamente, intensamente: quando ti parrà ch’io ti guardi troppo, tu chiudi gli occhi miei, come io vorrei chiudere i tuoi perchè non veggano il mio turbamento.

«E ora come devo fare? Innanzi alle Madonne bisognerebbe mettersi in ginocchio; perchè dunque, Elena, oso chiuderti fra le mie braccia e coprirti gli occhi di baci infiniti? L’anima mia è già passata nella tua e si sente beata di rimanere in te!»

Dopo aver letto, ella non potè nè ridere nè piangere, ma tutta l’anima le brillò negli occhi profondi, che si allargarono ineffabilmente: provava una sensazione indicibile; gioia e angoscia, desiderio e preghiera, mistero profondo e radioso che scendeva dall’infinito e all’infinito ri-