Pagina:Il tesoro.djvu/255

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un nuovo scandalo. Lasciate che il fuoco si spenga, e ogni cosa si appianerà.

Ma il fuoco non si spense: una collera sorda e inesorabile limava il cuore d’Alessio; ogni insulto dello zio gli risuonava con insistenza nel pensiero, e l’ultima terribile offesa, l’averlo così scacciato come un servo, gli vibrava in tutte le vene. Ora. in nessun paese del mondo l’ira e l’odio fra parenti son più inesorabili come a Nuoro, ove il dello popolare afferma: «Gente tua, morte tua».

Ma rientrando nella sua casetta, ove era stato tanto felice, dove Maria era morta, provò una tristezza profonda. Non ci rimetteva piede da un anno; nessuna cosa era stata toccata; i ricordi così gli tornarono acutissimi, l’aria chiusa delle stanze buie gli soffiò sul volto, sul cuore, con la viva sensazione delle cose passate, che parevano lontane, e che invece erano tutte lì vicine, e lo attorniavano, e lo stringevano dolorosamente.

Il ricordo di Maria lo afferrò struggente, il male commesso dopo la morte di lei gli apparve nitido al pensiero; tutte le azioni di quell’anno di vedovanza presero un aspetto diverso; tutto ciò che gli era sembrato naturale e inevitabile ora gli dava una penosa impressione di colpa e di viltà.

Eppure gli pareva che il ricordo di Maria lo purificasse, rendendolo come prima, quando la felicità lo rendeva buono ed indulgente.