Pagina:Il tesoro.djvu/65

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— Verrà, domani, fra un anno, fra due o tre, ma verrà — pensava. — L’amerò grandemente, ma mi guarderò dal ricadere in una passione infelice. Bisogna che tutti ne restino contenti....

Qualche volta pensava che forse in quel tempo egli poteva sollevarsi e rendersi degno di lei. L’avrebbe riamato? Sarebbe stato egli l’eletto? Forse no, pur troppo! L’indifferenza era grande ed intensa, quanto grande ed intenso era stato l’amore, ed anzi il velo della sofferta delusione le gettava nell’anima un lieve disgusto, al pensiero che egli, col tempo, poteva farla sua.

Intanto però non gli aveva mai scritto queste cose; la relazione si era rotta insensibilmente, come smorzata dal tempo e dalla lontananza. L’ultimo a scrivere era stato lui; ella non aveva risposto, non gli avea più detto alcuna parola di speranza, ma neanche di diniego. Ed egli, lontano, nel silenzio di lei, sperava tuttavia ed amava sempre.