Pagina:Iliade (Monti).djvu/225

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214 iliade v.150

Val molte squadre un valoroso in cui150
Ponga Giove il suo cor, siccome in questo
Per lo cui solo onor doma gli Achei.
Ma se ascoltando un mal desío l’offesi,
Or vo’ placarlo, e il presentar di molti
Onorevoli doni, e a voi qui tutti155
Li dirò: sette tripodi, non anco
Tocchi dal foco; dieci aurei talenti;
Due volte tanti splendidi lebeti;
Dodici velocissimi destrieri
Usi nel corso a riportarmi i primi160
Premii, e di tanti già mi fêr l’acquisto,
Che povero per certo e di ricchezze
Desideroso non saría chi tutti
Li possedesse. Donerogli in oltre
Di suprema beltà sette captive165
Lesbie donzelle a meraviglia sperte
Nell’opre di Minerva, e da me stesso
Trascelte il dì che Lesbo ei prese. A queste
Aggiungo la rapita a lui poc’anzi
Brisëide, e farò giuro solenne170
Ch’unqua il suo letto non calcai. Ciò tutto
Senza indugio fia pronto. Ove gli Dei
Ne concedano poscia il porre al fondo
La troiana città, primiero ei vada,
Nel partir delle spoglie, a ricolmarsi175
D’oro e bronzo le navi, e si trascelga
Venti bei corpi di dardanie donne
Dopo l’argiva Eléna le più belle.
Di più: se d’Argo riveder n’è dato
Le care sponde, ei genero sarammi180
Onorato e diletto al par d’Oreste,
Ch’unico germe a me del miglior sesso
Ivi s’edúca alle dovizie in seno.