Pagina:Iliade (Monti).djvu/27

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16 iliade v.482

Ponemmo a sacco, e tutta a questo campo
Fu condotta la preda. In giuste parti
La diviser gli Achivi, e la leggiadra
Crisëide fu scelta al primo Atride.485
Crise d’Apollo sacerdote allora
Con l’infula del nume e l’aureo scettro
Venne alle navi a riscattar la figlia.
Molti doni offerì, molte agli Achivi
Porse preghiere, ed agli Atridi in prima.490
Invan; chè preghi e doni e sacerdote
E degli Achei l’assenso ebbe in dispregio
Agamennón, che minaccioso e duro
Quel misero cacciò dal suo cospetto.
Partì sdegnato il veglio; e Apollo, a cui495
Diletto capo egli era, il suo lamento
Esaudì dall’Olimpo, e contra i Greci
Pestiferi vibrò dardi mortali.
Pería la gente a torme, e d’ogni parte
Sibilanti del Dio pel campo tutto500
Volavano gli strali. Alfine un saggio
Indovin ne fe’ chiaro in assemblea
L’oracolo d’Apollo. Io tosto il primo
Esortai di placar l’ire divine.
Sdegnossene l’Atride, e in piè levato505
Una minaccia mi fe’ tal che pieno
Compimento sortì. Gli Achivi a Crisa
Sovr’agil nave già la schiava adducono
Non senza doni a Febo; e dalla tenda
A me pur dianzi tolsero gli araldi,510
E menâr seco di Briséo la figlia,
La fanciulla da’ Greci a me donata.
Ma tu che il puoi, tu al figlio tuo soccorri,
Vanne all’Olimpo, e porgi preghi a Giove,
S’unqua Giove per te fu nel bisogno515