Pagina:Iliade (Monti).djvu/304

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ILIADE

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LIBRO DUODECIMO


ARGOMENTO

I Troiani, lasciati, per consiglio di Polidamante, i loro carri, varcano la fossa che circonda gli accampamenti dei Greci; e benchè spaventati da un prodigio celeste, pure assalgono la muraglia. Sarpedonte ne crolla uno dei merli. Aiace e Teucro oppongonsi a lui. Ettore, infrante con un macigno le porte, entra seguito dai Troiani. I Greci fuggono verso le navi.


Così dentro alle tende medicava
D’Eurípilo la piaga il valoroso
Menezíade. Frattanto alla rinfusa
Pugnan Teucri ed Achei; nè scampo a questi
È più la fossa omai, nè l’ampio muro5
Che l’armata cingea. L’avean gli Achivi
Senza vittime eretto a custodire
I navigli e le prede. Edificato
Dunque malgrado degli Dei, gran tempo
Non durò. Finchè vivo Ettore fue,10
E irato Achille, e Troia in piedi, il muro
Saldo si stette; ma de’ Teucri estinte
L’alme più prodi, e degli Achei pur molte,
E al decim’anno Ilio distrutto, e il resto
Degli Argivi tornato al patrio lido,15
Decretâr del gran muro la caduta
Nettunno e Apollo, l’impeto sfrenando
Di quanti fiumi dalle cime idée