Pagina:Iliade (Monti).djvu/366

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v.1070 libro decimoterzo 33

Giuno, e onorato al par di Palla e Febo,1070
Come m’accerto che funesto a tutti
Vi sarà questo giorno: e tu fra’ morti
Tu medesmo cadrai, se di mia lancia
T’avrai l’ardire d’aspettar lo scontro.
Rotto da questa e qui disteso il tuo1075
Vizzo corpaccio di sua pingue polpa
Gli augei di Troia farà sazi e i cani.
   Così detto, s’avanza, e con immenso
Urlo animosi gli van dopo i Teucri.
Dall’altro lato memori gli Achivi1080
Della virtù guerriera, e del più scelto
Fiore di Troia intrepidi all’assalto,
Misero anch’essi un alto grido; e d’ambi
Gli eserciti il clamor fería le stelle
E i raggianti di Giove almi soggiorni.1085