Pagina:Iliade (Monti).djvu/399

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66 iliade v.354

Alla testa de’ Teucri è ricomparso.
Tutti adunque seguiamo il mio consiglio.355
La turba ai legni si raccosti; e noi,
Quanti del campo achivo i più valenti
Ci vantiamo, stiam fermi e coll’alzate
Aste vediam di repulsarlo. Io spero
Che quantunque animoso, ei nella calca360
Entrar non ardirà di scelti eroi.
   Disse, e tutti obbedîr volonterosi.
Ambo gli Aiaci e Teucro e Idomenéo
E Merïone e il marzïal Megéte
Convocando i migliori, in ordinanza365
Contro i Teucri ed Ettór poser la pugna.
Verso le navi intanto s’avvïava
De’ men forti la turba. Allor primieri
E serrati fêr impeto i Troiani.
Li precede a gran passi camminando370
L’eccelso Ettorre, e lui precede Apollo,
Che di nebbia i divini omeri avvolto
L’irta di fiocchi, orrenda, impetuosa
Egida tiene, di Vulcano a Giove
Ammirabile dono, onde tonando375
I mortali atterrir. Con questa al braccio
Guidava i Teucri il Dio contro gli Achei
Che stretti insieme n’attendean lo scontro.
Surse allor d’ambe parti un alto grido.
Dai nervi le saette, e dalle mani380
Vedi l’aste volar, altre nel corpo
De’ giovani guerrieri, altre nel mezzo,
Pria che il corpo saggiar, piantarsi in terra
Di sangue sitibonde. Infin che immota
Tenne l’egida Apollo, egual fu d’ambe385
Parti il ferire ed il cader. Ma come
Dritto guardando l’agitò con forte