Pagina:Iliade (Monti).djvu/443

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110 iliade v.829

Di stral che in giostra o in omicida pugna
Vibra un buon gittator, tanto i Troiani830
Dier volta addietro dall’Acheo repulsi.
   Il primo che converse ardito il viso
Fu de’ Licii scudati il capitano
Glauco; e a Batícle, di Calcon diletto
Magnanimo figliuol, tolse la vita.835
In Grecia egli era possessor di molte
Splendide case, e per dovizia il primo
Fra i Tessali tenuto. A lui si volse
Il Licio all’improvvista, e il giavellotto
Gli ficcò nelle coste appunto in quella840
Che costui l’inseguiva ed era in atto
Già d’afferrarlo. Ei cadde, e un fragor cupo
Dieder l’armi sovr’esso. Alla caduta
Dell’egregio guerriero alto dolore
Gli Achei comprese ed alta gioia i Teucri,845
Che stretti a Glauco s’avanzâr più baldi.
Nè si smarrîr gli Achivi, ma di punta
Si spinsero allo scontro. E Merïone
Laogono prostese, audace figlio
D’Enétore che in Ida era di Giove850
Sacerdote, e qual nume il popol tutto
Lo riveriva. Merïon lo colse
Tra il confin dell’orecchio e della gota,
E tosto l’alma uscì del corpo, e lui
Un’orrenda ravvolse ombra di morte.855
Incontro all’uccisor la ferrea lancia
Enea diresse, e a lui che sotto l’orbe
Del gran pavese procedea securo,
Assestarla sperò. Ma quei del colpo
Avvistosi, e piegata la persona860
L’asta schivò che sibilante e lunga
Andò di retro a conficcarsi in terra.