Pagina:Iliade (Monti).djvu/60

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v.721 libro secondo 49

   Della splendida Atene ecco gli eroi,
Popolo del magnanimo Erettéo
Cui l’alma terra partorì. Nudrillo
Ed in Atene il collocò Minerva
Alla sant’ombra de’ suoi pingui altari,725
Ove l’attica gente a statuïto
Giro di soli con agnelli e tauri
Placa la Diva. Guidator di questi
Era il Petíde Menestéo. Non vede
Pari il mondo a costui nella scïenza730
Di squadronar cavalli e fanti. Il solo
Nestor l’eguaglia, perchè d’anni il vince.
Cinquanta navi ha seco. Unîrsi a queste
Sei altre e sei di Salamina uscite,
Al Telamonio Aiace obbedïenti.735
   Seguìa l’eletta de’ guerrier, cui d’Argo
Mandava la pianura e la superba
D’ardue mura Tirinto e le di cupo
Golfo custodi Ermïone ed Asíne.
Con essi di Trezene e della lieta740
Di pampini Epidauro e d’Eïone
Venía la squadra; e dopo questa un fiero
Di giovani drappello che d’Egina
Lasciò gli scogli e di Masete. A questi
Tre sono i duci, il marzio Dïomede,745
Sténelo dell’altero Capanéo
Diletta prole, e il somigliante a nume
Eurïalo figliuol di Mecistéo
Talaionide. Ma del corpo tutto
Condottiero supremo è Dïomede.750
E sono ottanta di costor le antenne.
   Ma ben cento son quelle a cui comanda
Il regnatore Agamennóne Atride.
Sua seguace è la gente che gl’invía