Pagina:Iliade (Monti).djvu/651

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318 iliade v.829

Di tema il cor, dicendo: Ottimo padre,
Dormi qua fuor. Potría de’ prenci achivi,830
Che qui son per consulte a tutte l’ore,
Recarsi a me talun, siccome è l’uso,
E vederti, e ridirlo al sommo duce
Agamennóne, e farsi impedimento
Al riscatto d’Ettorre. Or mi dichiara835
Veracemente. A’ suoi funebri onori
Quanti vuoi giorni? Io terrò l’armi in posa
Per altrettanti, e frenerò le schiere.
   Se ne consenti (Prïamo rispose)
Placide esequie al figlio mio, per certo840
Mi fai cosa ben grata, o generoso.
Siam rinchiusi, lo sai, dentro le mura;
Sai che n’è lungi il monte, ove la selva
Tagliar pel rogo, e sai quanto de’ Teucri
È lo spavento. Nove giorni al pianto845
Consacreremo nelle case: al decimo
Arderemo la pira, e imbandirassi
Per la cittade il funeral banchetto.
Gli darem tomba nel seguente, e l’armi
Nell’altro piglierem, se stremo il chiede.850
   Buon vecchio, sia così, soggiunse Achille:
Tanto l’armi staran quanto tu brami.
   Così dicendo, la sua destra pose
Nella destra di quello, onde sgombrargli
Ogni temenza. Prïamo e l’araldo855
Nell’atrio coricârsi; entro i recessi
Della tenda il Pelíde; ed al suo fianco
La bella figlia di Briséo si giacque.
   Tutti dormían sepolti in dolce sonno
I guerrieri e gli Dei, ma non l’amico860
De’ mortali Mercurio, che venía
Pur divisando in suo pensier la guisa