Pagina:Iliade (Monti).djvu/67

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56 iliade v.958

Infra le donne Alcesti il partorío,
Delle figlie di Pelia la più bella.
   Di Metone, Taumacia e Melibéa960
E dell’aspra Olizone era venuto
Con sette prore un fier drappello, e carca
Di cinquanta gagliardi era ciascuna,
Sperti di remo e d’arco e di battaglia.
Famoso arciero li reggea da prima965
Filottete; ma questi egro d’acuti
Spasmi ora giace nella sacra Lenno,
Ove da tetra di pestifer angue
Piaga offeso gli Achei l’abbandonaro.
Ma dell’afflitto eroe gl’ingrati Argivi970
Ricorderansi, e in breve. Intanto il fido
Suo stuol si strugge del desío di lui,
Ma non va senza duce. Lo governa
Medon cui spurio figlio ad Oïléo
Eversor di città Rena produsse.975
   Que’ poi che Tricca e la scoscesa Itome
Ed Ecalia tenean seggio d’Eurito,
Han capitani d’Esculapio i figli,
Della paterna medic’arte entrambi
Sperti assai, Podalirio e Macaone.980
Fan trenta navi di costor la schiera.
   Ormenio, Asterio e l’iperée fontane,
E del Titano le candenti cime
I lor prodi mandâr sotto il comando
Del chiaro figlio d’Evemone Eurípilo985
Da quaranta carene accompagnato.
   D’Argissa e di Girton, d’Orte e d’Elona
E della bianca Oloossona i figli
Procedono suggetti al fermo e forte
Polipete, figliuol di Piritóo,990
Del sempiterno Giove inclito seme;