Pagina:In memoria di Alfonso della Valle di Casanova.djvu/6

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ricevuto, piangendogli l’anima a vederli tornare alle strade, pensò una nuova opera di carità, cioè quella di assisterli ancora insino ai quattordici anni, vigilandoli per le case, le scuole, le officine, e raccogliendoli le domeniche in alcuni luoghi, dove, e con l’insegnamento della Religione e con la ginnastica e il canto corale e i giuochi in giardino, e altri esercizi, procurava di tener desto nell’animo di quelli il senso dell’onestà e del bene.

Ma dopo un certo tempo anche questa forma d'assistenza trovatala inefficace, perchè ai fanciulli quei semi di virtù che riceveano le sole domeniche erano in tutti gli altri giorni mortificati dagli esempi che aveano in casa e in bottega, fondò, oltre a quella, una altra opera in una casa che, per essere una volta stata convento di san Domenico, ne pigliò il nome; la quale si disse, Opera d’assistenza ai bambini usciti dagli asili. E così era fatta, che egli sceglieva degli asili ogni novembre sessanta de’ più ingegnosi fanciulli (che più non si poteva), e ve li raccogliea tutt’i giorni, anco le domeniche, tutt’i mesi, anche l’ottobre, pensando di tenerveli per lo spazio di otto anni: i primi due continuando a essi l’insegnamento degli asili, e poi insino ai nove anni, dividendo il tempo fra la scuola ed un’officina, tutt’e due nella stessa casa, poi mettendoli a giornata intera nell’officina e la sera a scuola; in modochè a quindici anni ne poteano uscire operai già fatti, chi legnajuolo, chi calzolajo, chi