Pagina:In morte di Lorenzo Mascheroni.djvu/32

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Sallo il fiume che corse un dì retrorso,
E il suol dove Maria, siccome è grido,
36Dell’uomo partorì l’alto soccorso.

Doma del Siro la baldanza, al lido
Folgorando tornò che al doloroso
39Di Cesare rival fu sì mal fido.

E di lunate antenne irto e selvoso
Del funesto Abukir rivide il flutto
42E tant’oste che il piano avea nascoso.

Ivi il franco Alessandro il fresco lutto
Vendicò della patria, e l’onde infece
45Di barbarico sangue, sì che tutto

Coprì la strage il lido, e lido fece.
Quei che il ferro non giunse il mar sommerse,
48E d’ogni mille non campâr li diece.

Ahi gioie umane d’amarezza asperse!
Suonò fra la vittoria orrendo avviso,
51Che in doglia il gaudio al vincitor converse.

Narrò l’infamia di Scherer conquiso
E dal Turco dall’Unno e dallo scita
54Desolato d’Italia il paradiso.