Pagina:In morte di Lorenzo Mascheroni.djvu/52

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

(52)

Mentre vario il favor ne’ petti ispira
Desianze diverse, incerto ognuno
162Qual fia vittrice, la clemenza o l’ira;

Del ciel cangiossi il volto e si fe’ bruno,
E caligine in cerchio orrenda e folta
165Il trono avvolse dell’Eterno ed Uno.

E una voce n’uscì che l’ardua volta
Dell’Olimpo intronava. Attenta e muta
168Trema natura e la gran voce ascolta.

Cieli, udite, odi, o terra, l’assoluta
Di Dio parola. Tu che l’alto spegni
171Patrio delirio, e Francia hai restituta;

Tu che vincendo moderanza insegni
All’orgoglio de’ re, cui tua saggezza
174Tolse la scusa di cotanti sdegni;

Fa cor: Quel Dio che abbatte ogni grandezza,
Guerra e pace a te fida, a te devolve
177Il castigo d’Europa e la salvezza.

Tu sei polve al mio sguardo, ed io la polve
Strumento fo del mio voler. Qui tacque
180Colui che immoto tutto move e volve.