Pagina:In morte di Lorenzo Mascheroni.djvu/77

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Perch’io la fronte e ’l ciglio umìl chinando,
Oh gran vate, sclamai, per cui va pare
36D’Achille all’ira la follia d’Orlando!

Ben ti disdegni a dritto, e con amare
Parole Italia ne rampogni, in cui
39Dell’antico valore orma non pare;

Ma dimmi, o padre: chi da’ marmi bui
Suscitò l’ombra tua? Concittadino
42Amor, rispose, e dirò come il fui.

Fra i boati di barbaro latino
Son tre secoli omai ch’io mi dormia
45Nel tempio sacro al divo di Cassino.

Pietosa cura della patria mia
Qui concesse più degna e taciturna
48Sede alla pietra che il mio fral copria.

Fra il canto delle Muse alla diurna
Luce fui tratto, e la mia polve anch’essa
51Riviver parve e s’agitò nell’urna.

Ma desto non foss’io, che manomessa
Non vedrei questa terra, e questi marmi
54Molli del pianto di mia gente oppressa!


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