Pagina:In morte di Lorenzo Mascheroni.djvu/78

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Oh! qualunque tu sia, non dimandarmi
Le sue piaghe, e, per Dio! ma trar m’aita
57Di lassù la vendetta a consolarmi.

Di ragion, di pietade hanno schernita
I tiranni la voce; e fu delitto
60Supplicare e mostrar la sua ferita.

Fu chiamato ribelle ed interditto
Anche il sospiro, e il cittadin fedele
63Or per odio percosso, or per profitto;

E le preghiere intanto e le querele
Derise e storpie gemono alle porte
66Inesorate di pretor crudele.

Mentr’egli sì dicea, ferinne un forte
Muggir di fiumi, che tolte le sponde
69S’avean sul corno, orror portando e morte.

Stendean Reno e Panàr le indomit’onde
Con immensi volumi alla pianura;
72E struggendo venian le furibonde

La speranza de’ campi già matura:
Co’ piangenti figliuoi fugge compreso
75Di pietade il villano e di paura: