Pagina:Ingegneri - Contro l'alchimia e gli alchimisti palinodia dell'Argonautica, 1606.djvu/14

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impedimento s altra cola non faeefse giàbiai, che la più perfetta Già nonne farebb’elJa piùd’vna; e tutte faitre n andieb^ono afpafso, sì cb ei ben lì patria dire módo, e netto da vero, non però più appellarfi vniuerfo. Qui mi deurei fermare; Tuttauia è pur bene di pafsarne a più efsatta cofideratione. De glianimaJi, pigliandogli tutti infiemc, e nel genere generalissimo,noi non vedremmo altro, che huomini; a’ quali,.s’ehi volefsero arar la terra per fofientar la vita, conuerrebbe portare’! giogo, e ftiafcinarel vomero. Nè puntomene parrebbe Arano 1 rimirare quella gran machina priua di bruti, e di piante, che I vedere vna grofsa Città ripiena, & habitata da Principi tutti, chequà, e làconpompofe veitimenta caminafsero, fenza però compagnia di feruitorì, nè di caualli: la quale nel rimanente nuda d’artig^ani, e di botteghe, evuota di mercato, e di conta* d.ni, fi ridurrebbe m breuifsimo fpatio di tempo à più feluatico fiato d vna forefta,quando i Principi ftefsi non finfoluefserodidiuenircalzolai, edardi pighoà tutti gh artifici mecanici necessari al viuer fiumano. Se fi vuole anco,per più minuto clsame,pariare à parte à parte de gh animali fenfidui, e vegetarmi ancora, e presupporre la Madre Natura d ogni genere conueneuolmente amatrice,non haurà difficoltà, che frà gj’irragioneuoh il leone, come Rè, e Signore di rutti |if altri,.e tot le anco la leiroia, sx come quella, che più sapprelsx?IIe humane fembianze, pecuparebbe’l luoco al caual10, al bue, & all elefante, non che à i meno vrilhe meno confiderabih, che vi fieno. IJ che ne i pefei pafsaria ben f’s c * fofsero tutti ftorioni, ò frotte, e la grandezU delie balene non ne riportafse la vittoria, e così ne