Pagina:Ingegneri - Contro l'alchimia e gli alchimisti palinodia dell'Argonautica, 1606.djvu/15

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? gli vccelli, fé’] paone, o’I fagiano, eh e meglio, ne ottoni (se la deuura prerogati u a: ma 1 ’ aquila troppo imperierà non ne vorrebbe ilare à, legno 1 De i vegetabili non ragione, perchè i gufti fono differenti; ma fe la Naturami volefsebene (degli alberi parlandoci haurèm-r tno le fiche à tutto paltò, e delle piante; il mellone;ouero la vite la leuarebbe (e drittamente^ della mano, àgli alberi,& alle piante infieme: e così tant’altri buoni frutti, tanti virtuofi femplici, tanti vari fiori, e tante va-? ghe verzure fi verrebbon perdendo, congraue cordoglio della fconfolata vernata, la quale pur alquanto fi riconforta con i Tempre verdi allori, Honor ci ’ Imperadori, e dì Poeti. Ma, ò pouera, e debile Natura, pofciach’ella nelle fue principali intentioni ritroua sì duri incontri, che le conuiene in vece dell’oro-, ch’ella amarebbe, produr vii piombe*, che le difpiace, e che voglia Iddio,ch’ella’l conofea, nè fappiapur’anco ciò, ch’ei fi fia. Più pouera molto., e mefehina la forte nofìra, Tela Natura non foffe in cotalmodo impedita, e con quant’oro ella ci va-’ lefse à fomminiftrare, noi nòn hauefsimo’I ferrro,. e gli altri, almeno per formar co’l primo la fpada, onde difenderci da’ nemici, eh coltèllo per tagliarci’! pane, a la carne,.: Che fe nel rimanente poi ijpiati delle perfone priuate, che.fogliono efsere diftàgno, tutti gli vfì.del; piombo., tutti i vàfildi rame, &alla fine ancora tutte le monete, che fono, d’argento, falserò d’oro, à quanta? baffo prezzo l’iftefs’oro fi conducefse, enquale’n corri-’ modo’! Mondo fi trouafse per ciò ridotto, io lafcio,.chc; quelli medefimi Filofqfi fe lo confiderino, fin che a più»? opportuno fuoco cene raramétiàgio. Y^rantf nte-io n<p; nego,