Pagina:Ingegneri - Contro l'alchimia e gli alchimisti palinodia dell'Argonautica, 1606.djvu/26

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farcita, e rinouatione d’età noi non habbiamo alcuna autorità legitima, che ci faccia fede, che per mezzo i ciueffarte ella fia fiata introdotta da mun fuo professore ne gli altrui indifpofli corpi, ma nè anco in se medeiimo da veruno di loro. E pure con tale aiuto haurian denoto vedere le centinaia, e le centinaia d anni.Dicane <iò, ch’effi fi voglianod’vn tale loro Artefio, cheli tanno à credere, che ne viuefse mille, e tanti, e lalcialsc opere lue fcritte, che fi leggono al giorno dhoggi, quando forfè non v’eraancora attedi fcriuere, ne co enitione delle materie atte à riceuere, e conleruareia Icrittura; Perche quando pofcia foggiungono, eh egli fù contemporaneo delnoflro primo padre Adamo, il diluuio vniuerfale, e la tanta preferittione de tempi ci difobliga da ogni credenza i faluoincafo, che iiuedefsimo ancorai Signor Giacerci’ Antonio Cromo da noi già accompagnato alla fepoltura, viuo, come affermano aL cuni (ciocchi, e (come più follemente fperanoj nnouato, e ringiouinito. Nò già è da dire, che quella parte della prol’perità, e delia prorogatione della vita,non nauefse ad efsere Hata quella, ch’efsi hauefsero con maggior diligenza procurata di tutte le più fmifurate ricchezze, e quella apprefso, in cui da i più potenti haueffero follenuto minor contrailo. Anzi ne larebbono flati dà grandi, e da piccioli Tempre percommune beneficio fauoi-iti. Là onde fe alcuno di loro l’hauefse: realmente, e con effetto confeguita, non ne mancarebbono mille accettate hiftorie, e mille credibili teftimomanze. Venero à i colloro libri; & in vna parola baierebbe i dire, che nulla infegninocon verità, e che fieno fcritucon tanta ofeurezza, edotto à così lontane metafore^rico