Pagina:Ingegneri - Contro l'alchimia e gli alchimisti palinodia dell'Argonautica, 1606.djvu/31

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1 occolta fìlofofia, lontanifstma da tutti i termini dei volgari Aichimiiti,corne appare nel Mondo Magico de gli Herdi, libro dòttiflìmo, e veramente Angolare: E dirò pure, che’l fopranominato Ethereo compofe anch’egli più di quindici anni, innanti alla morte Tua, laquale’nefegoi almeno quindici altri prima eh.egli haueffe imparato nulla, vn lungo, e copiofo libro? in quella materia, da lui dimandato Medea Ricamata., e’1 riempì tutto di varie imagini, e di belle figure da diletta-, re ifanciulli, che ne i volumi ricercano à punto.idilegni, e come efft dicono, i fanti. Nel qual fuo fogno non sòs’egli hebbe penderò più d’aprire,che di coprire queftomarauiglfofo, e ftupendo fegreto della Natura,© dell’Arte. Tant è, ch’ei fin’allhora fi prefuppofe d’hauerne perfetta notitia, Se efperienza fecura. Alla qual còfa poi come ben fieno corrifpofti gli effetti, giàdifopra se di vantaggio veduta. E con tutto ciò piaccia à D 1 i Oy che Mòtto-libro, & altri filtrili ne i fecoli futuri non iìabbi^rioadedere la ruina delle migliaia d’huomini. da bene. Ned altro frutto può nafeere da cotal radice; nè maggior errore pare à me che fi pofifa commettere, del voler irtfégnare (maffimamente per mezzo di libri, i quali poflbrio paflare alla pofterità ) quelloch’ai* tri nori sà 4 ne s’elviudfe gli anni di’Neflore, potrebbe, per mìb’giudlcio, giàmai fapere. Quefto’sò ben’io certo, che ferirà àfpèirt’àre i tempi àvènìreyn’on mancano al giorrfò d’hoggi di coloro■, che parlando con memedefi^ mo della mia fteflfa infelice Argonaiitica, non vogliono à me propio crederò, ch’ella fia vna fittione poetica, & vna imaginatione fauolofa.Ma con loro ingegnofi corri* menti ne canario tutta la foftanza dell’arte,vie più inco<gnita