Pagina:Ingegneri - Contro l'alchimia e gli alchimisti palinodia dell'Argonautica, 1606.djvu/6

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[versione diplomatica]


nene all'opera, che non è capace di tanto fauore: Non di procacciar difeſa à coſa così lieue, che non vi ſarà cane, che le abbai: Non d'auanzar di credito co'l poco giudicio, ch'io moſtro nella baſſezza del mio dono: Non di pagar debiti vecchi, che non ne hò'l modo: Nè finalmente di farne di noui; ch'à tale hoggimai è giunta la beneficenza di V. S. Reuerendiſsima verſo di me, ch'io non mi trouo più reſto per tener maggior inuito della ſua liberalità: Ma ſolo in ſegno d'amore, e di riuerenza, le mando queſto breue diſcorſo mio, della cui viſta (sì come inteſi già dal gentiliſsimo Padre Frà Ippolito Fabrani) ella ſi ſcoprì più d'vna volta corteſemente deſideroſa. Hollo accompagnato d'vn picciolo poema, al quale egli ha particolare relatione. L'vn', e l'altro più curioſo, che dotto, e forſe più piaceuole, che verace: ſaluo doue ſi nominano Perſonaggi, et amici, non mai da me à ſofficienza lodati. Il primo recar potrebbe qualche poco di guſto à V. S. Reuerendiſsima, che ſaggiamente deue riderſi dell'Alchimia da lui biaſ-


[versione critica]


nene all'opera, che non è capace di tanto favore: Non di procacciar difesa à cosa così lieve, che non vi sarà cane, che le abbai: Non d'avanzar di credito co'l poco giudicio, ch'io mostro nella bassezza del mio dono: Non di pagar debiti vecchi, che non ne hò'l modo: Nè finalmente di farne di novi; ch'à tale hoggimai è giunta la beneficenza di V. S. Reverendissima verso di me, ch'io non mi trovo più resto per tener maggior invito della sua liberalità: Ma solo in segno d'amore, e di riverenza, le mando questo breve discorso mio, della cui vista (sì come intesi già dal gentilissimo Padre Frà Ippolito Fabrani) ella si scoprì più d'una volta cortesemente desiderosa. Hollo accompagnato d'un picciolo poema, al quale egli ha particolare relatione. L'un', e l'altro più curioso, che dotto, e forse più piacevole, che verace: salvo dove si nominano Personaggi, et amici, non mai da me à sofficienza lodati. Il primo recar potrebbe qualche poco di gusto à V. S. Reverendissima, che saggiamente deve ridersi dell'Alchimia da lui bias-


mata.