Pagina:Inni di Callimaco.djvu/92

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Focide. Di ciò poi che veramente accadesse sul Nilo alle reliquie di quell’esercito, altra istoria non lo racconta; ma vuolsi avere tutta la fede a Callimaco scrittore contemporaneo, e che vivea alla corte d’Alessandria. Gli scoliasti di Callimaco raccontano, che i pochi Galli, che avanzarono al gelo, alla grandine, ai fulmini d’Apollo, alle ruine di Parnaso, furono assoldati da un certo Antigono amico di Tolomeo Filadelfo; i quali, per aver voluto derubare l’erario di Tolomeo, furono da lui fatti morire sommersi alla bocca Sebenitica del Nilo.

22 Geresto promontorio dell’Eubea.

23 Inopo fiume di Delo.

24 Qui il Poeta ricorda la palma, e più sotto l’olivo; presso la prima fu partorito Apollo, e presso il secondo Diana.

25 Τὸν αἴτιον οἴσεαι ὀργῆς. Non so perchè questo emistichio sia stato tradotto costantemente: Tu regina vendicherai il delitto: quando il senso, che io ho reso è assolutamente piano, e sicuro.

26 Con istile comico, e per dispregio Iri chiama l’isola di Delo rete maledetta per la sua mobilità.

27 Cencri promontorio nell’Istmo di Corinto.

28 Tucidide, e Strabone raccontano, che in Delo non si seppellivano i morti; ma si portavano nelle isole vicine. Essa, siccome asilo, non fu mai infestata da guerra.

29 Oleno fu Poeta famoso di Licia, il primo autore degl’Inni, che si cantarono in Delo non solo, ma in tutta la Grecia.

30 Gli Ateniesi mandavano ogn’anno a Delo un coro di giovani sopra una sacra nave, che si chia-