Pagina:Inni di Callimaco.djvu/95

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CHIOMA DI BERENICE


1 Berenice novella sposa di Tolomeo re di Egitto promise agli dei la propria chioma, se il marito fosse ritornato salvo dalla guerra d’Asia. Tolomeo non solo ritornò vivo, ma vincitore. In adempimento del voto la chioma fu appesa al tempio di Venere, ed indi a poco nottetempo involata. Prendeva il re gravissimo dolore di questo sacrilegio, quando Conone astronomo disse per consolarlo, che la chioma era stata traslocata in cielo, e verso la coda del leone indicò sette stelle in figura triangolare, che prima si appellavano costellazione della spica, che egli novellamente nominò Chioma di Berenice. Questa piacevole invenzione dell’astronomo Alessandrino somministrò a Callimaco, poeta contemporaneo, argomento di una prosopopeja, di cui forse si cerca invano altra più bella in tutta quanta la lirica poesia.

2 Berenice e Tolomeo erano figli di fratelli; col nome di fratelli si chiamavano pure i cugini presso gli antichi.

3 Aga re di Cirene aveva promessa Berenice unica figlia in isposa al figlio di Tolomeo suo fratello re d’Egitto per terminare in tal guisa controversie, ch’erano fra loro. Avvenuta la morte di Aga, Arsinoe madre di Berenice volendo disturbar nozze, che suo malgrado erano state contratte, mandò in Macedonia a Demetrio fratello del re Antigono, e nipote di Tolomeo offrendogli la mano della figlia, e il regno di Cirene. Venne Demetrio, e fidato nella bellezza sua e negli amori di Arsinoe, si diportava