Pagina:Intorno alla Strada Ferrata dell'Italia Centrale.djvu/19

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trasversale crescente sempre verso la sommità. Il sostenersi di quelle pendici sopra una inclinazione tanto forte, e quasi incredibile, mostra che solidissimo debbe essere il nucleo del monte, e che si continua nel suo interno la stratificazione quasi orizzontale di arenaria, e di schisto argilloso che si discopre sulle spolpate coste dei due opposti versanti. È l’arenaria non troppo serena, a grana grossa, ed assai facile al taglio; il galestro, o schisto argilloso di natura assai consistente per quella specie di roccie: sì l’uno che l’altra sono a strati, di una potenza ordinariamente non minore di un metro. Queste condizioni del terreno grandemente favoriscono l’escavazione di quel traforo per il quale pochi muramenti occorreranno non dovendosi temere per la di lui stabilità. Vogliamo però notare come la ripidità delle pendici, e l’altezza loro tolga il mezzo di aprire utilmente più di due pozzi, ne il lavoro potrà dividersi così che in soli tre tronchi; ma è bensì vero che oggi si attribuisce a questa circostanza minor valore che in addietro, non giovando i pozzi assai profondi che all’escavazione della piccola Galleria.

Pervenuti in Val-di-Limentra sulla destra, ed a piano del fiume si persiste su quella sponda fino dopo Lentula tanto da acquistare altezza bastante da portarsi sulla sinistra mediante un ponte: allora la traccia della via si distende per quella Valle di mite declive, e priva di tortuosità, ritornando sulla destra sponda prima di Riola, ove poi dovrà oltrepassare il Reno. La lunghezza della discesa da Lentula a Riola è di Kil. 19 e la pendenza conguagliata del 12.33 per mille.

Circa Kil. 4 al di sotto di Lentula cessa il terreno della Arenaria macigno, e ricompariscono gli ammassi argillosi, o mattajoni, essendo questo un carattere quasi generale della falda settentrionale dell’Appennino: egli è perciò che nella residua lunghezza di Kil. 15. c. s’incontrano alcune frane, non frequenti per altro, e molto meno estese di quelle della Val-di-Reno. Se dunque non avessero formato ostacolo i grandi sovvertimenti del suolo tra la Madonna del Sasso, e Riola, non sappiamo vedere perchè dovessero sgomentare le poche, e ristrette frane della Limentra, tanto più che le condizioni della valle ci sembrano permettere di arrestarle con men costosi lavori. E daltronde se da Riola si volesse proseguire verso Pistoja converrebbe incontrare fino al Ponte della Venturina sopra Porretta per Kil. 15 un terreno tanto instabile, che la via ordinaria a ruote non vi si è potuta stabilire neppure traslocandola con dispendio grandissimo dalla destra del fiume ove era prima costrutta alla sinistra di quello. Arroge che in quel tronco non mancherebbero strettezze e torrenti che richiederebbero opere d’arte ragguardevoli.

Vinta l’instabilità del suolo, la linea della Limentra offre un compenso ai superati pericoli colla facilità dello sviluppo e delle pendenze sugli opposti versanti dell’Appennino: col solo 12.33 a mille risale da Riola a Lentula per placida, e bella valle. A Lentula passa l’Appennino lasciandosi assai al di sopra dell’ingresso del Tunnel le viti che giungono fino al villaggio di Fossato. Esce sulla Carigiola in campi coltivati con viti, e nei quali vegeta rigoglioso il