Pagina:Isernia - Istoria di Benevento I.djvu/108

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Da una dimezzata iscrizione, trovata in Benevento e riportata nel codice di Ruffo de Ruffinis, risulta che tali giuochi furono istituiti in Benevento da un magistrato quinquennale, senza specificarne il nome. Ma, per essere certi che sia Vatinio l’ignoto quinquennale di che parla l’ammezzata iscrizione, basta considerare che, a simiglianza delle greche olimpiadi, i latini introdussero il lustro, il quale estendeasi ad anni cinque, quanto la durata dei censori, e ne fu autore Servio Tullio re di Roma. E siccome il primo lustro della celebrazione dei giochi quinquennali in Roma ebbe luogo appunto nell’anno XI in cui, seguendo l’invito di Vatinio, ebbe Nerone a soffermarsi breve tempo in Benevento, così da un tal fatto si deduce che l’iscrizione allude chiaramente a Vatinio e ai giochi da lui celebrati in Benevento, e che lo stesso intese in tal modo di tramandare ai posteri la ricordanza delle sue opere e degli spettacoli introdotti da Nerone.

Si disputa pure se Vatinio allorchè ordinò i giuochi gladiatorii per onorare Nerone fosse un privato cittadino, o pure esercitasse qualche carica primaria in Benevento. Il Zigarelli nel suo compendio dell’istoria di Benevento asserisce che, ai tempi di Nerone, Vatinio era al governo di Benevento senza fornirne alcuna prova; e per lo contrario tutti gli scrittori latini, che accennano ai giuochi celebrati da Vatinio in Benevento, non fanno menzione di alcuna carica o dignità di che fosse insignito, e da un tale silenzio traggo argomento a sostenere che Vatinio non era in Benevento, allorchè imperava Nerone, che un privato cittadino, il quale sovrastava a tutti per le acquistate ricchezze, e per essere nelle grazie del sovrano.

Poco dopo la partenza di Nerone, Vatinio non serbò misura alcuna nello spendere, e ruppe ad ogni vizio; sicchè non trascorse assai tempo che diede fondo a tutte le adunate dovizie, e poscia, a ristorare la sua fortuna, si diede in preda ad ogni scelleratezza, uccidendo di veleno i ricchi liberti, e dando mano ad altri inauditi misfatti. Non è ben chiaro nell’istoria qual fosse stata la fine di questo ribaldo,