Pagina:Isernia - Istoria di Benevento I.djvu/127

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tale scoltura trovata fra le ruine della città, e nel suo piedistallo fu scolpita la seguente iscrizione:

bubalum
inter plurimas urbis
devastationes asservatum
bellicae samnitum
fortunae monumentum


Il Meomartini in un suo scritto, ripetendo le cose dette su tale argomento dal Guimet, derise l’opinione di chi ammette che la scoltura ritragga una bufola, quale simbolo delle vittorie dei Sanniti. E suppone che il detto idolo facesse parte del tempio d’Iside, e che ivi gli idolatri lo adorassero insieme a quella deità.

E a questi si riducono gli avanzi dei nostri più antichi monumenti, ma a tutti sovrasta di gran lunga il sontuoso arco eretto in onore di Traiano, vero miracolo dell’arte antica, il quale per l’eccellenza del lavoro non perde al paragone di qualsivoglia più celebrato monumento dell’antichità pagana. Esso dopo il giro di tanti secoli si conserva quasi intatto, e suscita ancora un senso d’ineffabile meraviglia in chi lo si fa a considerare, e però credo necessario trattarne di proposito nel capitolo seguente.


CAPITOLO XV.


L’arco Traiano fu eretto dal senato e popolo romano, non sul suolo della colonia, ma invece su quello della repubblica romana, qual era il suolo delle vie consolari, e in ispecial guisa dell’Appia.

Tutti coloro che si conoscono di architettura convengono che il detto Arco avanza di gran lunga per la eccellenza del lavoro tutti gli archi di trionfo dell’antichità, e