Pagina:Isernia - Istoria di Benevento I.djvu/149

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si facesse luogo ad altro mutamento allorquando l’imperatore Adriano destinò il Sannio a comporre una delle quattro divisioni del regno, è un errore però il ritenere che Benevento in quei tempi fosse stata inferiore a qualche altra città della Puglia, poiché si ha dall’istoria che dopo la guerra sociale, essendo state pressoché distrutte le migliori città campane e Sannite, Benevento addivenne la città più notevole e fiorente di commercio dell’ampissima provincia di Puglia, e di tutto il Sannio, e anzi la metropoli di questa regione. (De Vita, Sarnelli). E si è accertato dagli eruditi e dagli scrittori delle patrie cose che eransi istituiti a quei tempi in Benevento i collegi degli esercenti le singole arti o scienze, locchè costituiva un privilegio delle più cospicue e popolose città; e che i medici di Benevento aveano, come ora si direbbe, legalmente composto un collegio col dritto di ricevere legati ed inviti ai desinari.

Si deduce pure da varie iscrizioni che Benevento fu deputata alla fabbrica delle armi. E qui è a sapere che, secondo la più comune opinione, sei erano in Italia le città che fruivano di un tal privilegio, poiché vietavasi ai privati di esercitare quell’arte. È queste appartenevano all’Italia Superiore, e s’indicava persino in quale specie d’armi soleano eccellere le fabbriche in ciascuna di esse città. E perciò acquistarono celebrità gli scudi e le armature di Verona, le frecce lavorate in Concordia, le spade di Lucera e via dicendo. Ma che in Benevento si fossero istituite officine di tal genere, (alle quali chi era preposto prendeva il nome di Comes fabricarum) è una rivelazione che dobbiamo a un’iscrizione sculta in un marmo che fu riportata dal Verusio, dal Nicastro e dal De Vita. Laonde da questi cenni si può argomentare quale fosse stato il fasto e l’opulenza di Benevento all’epoca della colonia Romana.

Sullo scorcio di questo secolo, e propriamente nell’anno 370, accadde in Benevento il primo grandissimo tremuoto che apportò indicibili danni alla nostra città. E fu in quell’occasione che rifulse in mirabile guisa l’amor patrio dei cittadini, poiché essendo in quell’epoca assai popolosa Bene-