Pagina:Isernia - Istoria di Benevento I.djvu/162

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menzione Mario della Vipera e altri scrittori. E anche in quel tempo S. Ippolito, prete, per serbar salda la fede nei beneventani trepidanti per l’immane martirio di tanti illustri seguaci della nuova fede, co’ suoi fervidi sermoni accrebbe di molto in Benevento il numero dei cristiani.

Nell’anno del Signore 465 ascese al vescovado di Benevento S. Tammaro uno dei sacerdoti compagni di S. Prisco, che diede opera indefessa a propagare la fede di Cristo. Gli fu eretta una chiesa presso il fiume Tammaro che prese in seguito il nome dal romitorio del santo, e la sua spoglia mortale, chiusa in una grand’arca di marmo, fu deposta dal cardinale Arigone sotto l’altar maggiore della Metropolitana.

E siccome in quei tempi ferveva la gara di acquistare e custodire gelosamente i corpi dei santi, così la spoglia mortale di S. Marco vescovo di Bovino fu riposta in Benevento in una chiesa titolare a lui dedicata dalla nobilissima famiglia Savariani, che ne godeva, come fondatrice, da 400 anni il Jus patronato, e la presentazione del parroco; ma in appresso, essendo stata diroccata quella chiesa, furono le ceneri del santo trasferite nella chiesa di S. Andrea della Piazza, oggi detta Seminario.

S. Apollonio, il XVI vescovo di Benevento, visse nel tempo del pontificato di Papa Silvestro, e si attirò talmente l’odio degli idolatri che sebbene volgessero più miti tempi per il Cristianesimo, atteso l’assunzione al trono di Costantino il grande, fu tuttavia astretto a ritrarsi in un eremo a breve distanza da Benevento. Ed ivi

«Non fece per viltade il gran rifiuto

ma a guisa di romito, come seppe meglio, adempì con molta alacrità alla sua cura pastorale. Gli successe S. Cassiano, il quale visse intorno all’anno 340, durante il pontificato di S. Giulio. Serbasi il corpo di questo santo nel tempio di S. Sofia, e gli fu dedicata in Benevento una chiesa parrocchiale che fu poi demolita, e della quale non sopravanza alcuna memoria.

Intanto orde innumerabili di popoli della Germania,