Pagina:Isernia - Istoria di Benevento I.djvu/168

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Benché non si legga il nome dell’eroe a cui fu dedicata la statua per essere incompiuta l’iscrizione, pur tuttavia, che che ne abbia detto il Garrucci, a me pare evidente che al solo Narsete si addica il nome di restauratore di Benevento, e che giustamente i cittadini si proposero con un tal monumento di tramandare agli avvenire la memoria dei beneficii di Narsete. Di più è indubitato che dopo la nascita del Signore, e per il volgere di otto secoli, non fu Benevento conversa in ruine che per opera di Totila, e quindi non avendo avuto luogo altra restaurazione ai danni apportati dal fuoco nemico, egli è chiaro che l’iscrizione non possa alludere che a Narsete. Nè osta a ciò che nell’iscrizione è mentovato il portico di Diana, poiché Procopio Cesariense, che scrisse nel medesimo secolo, ricorda il tempio della fortuna: e nella vita di S. Benedetto è ricordato un tempio d’idoli in Montecassino, e l’Alcuino discorse del Paganesimo dei napoletani, e lo stesso Panteon di Roma, ove erano adunate le statue di tutti gli Dei, fu ridotto molto dopo a rito cristiano; sicché da ciò ben traggo argomento a ritenere che a quei tempi, benché prevalesse il Cristianesimo, non era però spenta l’idolatria.

Or mentre Narsete dimorava in Benevento trasse a visitarlo la sua nepote S. Artella, vergine costantinopolitana, più comunemente nota in Benevento col nome di S. Artelaide. Nacque questa santa di nobilissimo lignaggio, ed ebbe per genitori Lucio proconsole ed Antusa. Essa a dodici anni consacrò a Cristo la sua verginità, e fece rifiuto d’un illustre matrimonio propostole da Giustiniano. E però i suoi genitori, per sottrarla a qualsiasi pericolo, la mandarono celatamente in Italia, scortata, secondo l’usanza dei tempi, da alcuni eunuchi, affinchè convivesse sicura con Narsete suo zio. Ma siccome lungo il suo viaggio per Benevento erasi soffermata a Siponto, per visitare nel monte Gargano la famosa spelonca dell’Arcangelo S. Michele, ove depose ricchissimi doni, così Narsete le trasse incontro, seguito da molta turba, e da Siponto per Lucera la condusse in Benevento; e all’annunzio della sua venuta mosse alla sua volta l’intera citta-