Pagina:Isernia - Istoria di Benevento I.djvu/190

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esercitavano tale imperio sulle città di cui aveano il governo, da ingenerare nei cronisti una grave confusione tra la dignità di Castaldo e quella di Conte.

Avanza in ultimo a descrivere l’ampiezza del ducato di Benevento, il quale fu, dopo il regno dei longobardi, il principato più ampio e potente che fiorisse in quei tempi in Italia. Ma, a procedere in ciò ordinatamente, è necessità distinguere il dominio di Benevento in tre epoche diverse., La prima da Zotone, o, secondo alcuni cronisti, Zottone, che fu il primo duca, estendesi sino al governo di Siconolfo, e abbraccia oltre un secolo e mezzo; e in questa età il ducato comprendeva la provincia di Terra di lavoro— salvo le città di Napoli, Pozzuoli, Sorrento e Cuma che si teneano per l’impero greco — , una parte dell’antica Lucania, che fu poi interamente sottomessa da Arechi principe di Benevento, fuorché la città di Amalfi, che si resse a repubblica, e che fu per pochi anni solamente aggiunta al ducato: la provincia di Principato Ultra, l’Abruzzo, il contado di Molise; nonché una parte della Basilicata, e della Capitanata. E infine Romoaldo duca di Benevento aggregò ai suoi stati anche la Calabria e la Puglia; sicché questo avventuroso guerriero ridusse alla sua ubbidienza, da poche città in fuora, tutte le provincie di cui constava ai nostri giorni l’ex reame di Napoli.

In questo ampissimo Stato ebbero sede molti Castaldi, e gli scrittori ci tramandarono la memoria di trentaquattro di essi, che erano al governo delle principali città. Ma siccome molti confondono i Castaldi coi Conti, de’ quali non fu penuria nel ducato beneventano, così fa bisogno discorrere alcun poco di costoro, che ebbero tanta parte nelle gueire condotte a termine nel nostro ducato, e ai quali non si dubitò di affidare estesissimi poteri nelle più cospicue città degli stati longobardi.

Il nome di Conte, comes, che tra gli antichi latini non altro denominava che compagno, fu dai principi longobardi conferito ai loro amici e familiari. E questi Conti eleggevano i sudditi più benemeriti a governadori delle provincie e delle città, ed a ciascuno di essi assegnavano molto spazio di paese a