Pagina:Isernia - Istoria di Benevento I.djvu/189

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 180 —

dini, e ad esse Grimoaldo, undecimo re dei longobardi, aggiunse alcuni capitoli ed ordinazioni che presero anche forma di leggi. E queste erano comuni a tutta la nazione e ai popoli ad essa sottoposti, che furono chiamati longobardi per legge. Ai tempi poi di Rodoaldo re dei longobardi si riferisce una legge assai dannosa che apportò conseguenze molto nocevoli in Benevento.

Guniberga, regina dei longobardi, accusata di adulterio, non trovando modo per essere giuridicamente difesa, come portavano i tempi, era per capitar male, allorché un suo cortigiano, bramoso di dissipare quella calunnia, si offrì di difendere a mano armata l’innocenza della regina. Assentì il re Rodoaldo alla sua dimanda, e, dato il campo franco, tutto il popolo trasse ansioso a un tale spettacolo. L’accusatore fu ucciso in quel duello, e il re, esultante di gioia, colmò di doni il vincitore, e restituì al grado primiero la regina. Nacque da questo fatto un’usanza tra i longobardi, che fu quasi avuta in conto di legge, e consisteva in ciò, che a chiunque si fosse reputato offeso incombeva di provocare l’offensore a singolare combattimento. E siffatta usanza fu adottata nel ducato di Benevento, e in seguito anche dai napoletani, a detta del Petrarca e di altri insigni scrittori.

Ma oltre queste leggi, che furono sottosopra comuni a tutti gli stati retti dai longobardi, il ducato di Benevento ebbe anche delle leggi speciali che tolsero il nome di Costituzioni o Prammatiche, e alcuni dei giudici ai quali toccava di rendere giustizia erano eletti dai cittadini, altri dal duca, salvo il giudice che decideva le cause penali, la cui scelta spettava esclusivamente al duca. A tutti gli altri giudicanti sovrastava il così detto Castaldo, il cui nome prese origine dalla voce castello, o rocca, della quale avea cura.

La sua giurisdizione estendevasi ad ogni maniera di affari, e potea reputarsi come capo della magistratura, benché fosse uomo d’armi, e una tale dignità, primissima nello stato, era a vita, e talora, a modo di privilegio, trasmetteasi anche agli eredi.

E questi Castaldi o Gastaldi, secondo alcuni scrittori,