Pagina:Isernia - Istoria di Benevento I.djvu/197

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sitò Ravenna, città principale dell’Esarca, e si ritenne che colà gli fosse stata apprestata una fatale bevanda che ingenerò quel disordine nelle sue facoltà mentali, da cui fu colto qualche anno appresso.

Non può dubitarsi che, durante il regno di Arechi, fu compiuta la conquista della parte meridionale d’Italia, e che allora il ducato di Benevento toccò il colmo della sua potenza, ed ebbe quegli estesi confini che con piccole variazioni conservò ne’ tempi posteriori. Esso infatti comprendeva la massima parte dell’Italia inferiore: al Nord Ovest confinava col ducato di Spoleto, e si prolungava oltre le terre degli Appennini centrali, nella Lucania, e nella parte settentrionale de’ Bruzii, estendendosi altresì in tutta la Campania interna, sulla costa di Salerno, e per tutto il lungo tratto di territorio, privo di porti, ove mette foce il Yolturno.

Riguardo poi alle relazioni tra i longobardi e gli indigeni nel tempo del governo di Arechi, ai cenni generali fatti nel capitolo precedente, aggiungerò poche altre cose a schiarimento di questo oscuro periodo della nostra istoria.

Tutti i possessori di terre assumeano l’obbligo di pagare un annuo tributo, e per tal modo erano pareggiati nei dritti agli abitanti delle città. Coloro poi che non eran liberi, o che fruivan solo di una media libertà, addivenivano Aldi, secondo il linguaggio dei longobardi. E come tali eran posti sotto il protettorato di un patrono che li rappresentava in giudizio, e al quale spettava l’ammenda cui fossero stati condannati a pagare, o invece eran tenuti verso i patroni alle prestazioni, le quali consistevano nella cessione della terza parte delle loro entrate, e nel rendere ad essi certi determinati servigi personali. E per questo appunto non poteano gli Aldi disporre a lor talento delle proprie facoltà o concedere la libertà agli schiavi. Con tutto ciò non potea tenersi a vile la condizione degli Aldi, poichè l’ammenda che d’ordinario soleano pagare era tenue, possedeano vistose entrate, di cui non era contesa ad essi la libera amministrazione, e poteano a lor grado contrarre