Pagina:Isernia - Istoria di Benevento I.djvu/217

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do d’una tale vittoria fa detta Porta Gloriosa sino all’anno 1781, dopo la quale epoca prese il nome di Porta Pia, per la nuova porta e il mirabile ponte cominciato durante il Pontificato di Clemente XIII, e mandato a fine dal celebre Vanvitelli sotto Pio VI. È congettura di alcuni cronisti che in tale occasione fosse stata edificata fuori Porta Rufina la chiesa nota anche ai nostri giorni col nome della Madonna della Libera; ma non oso affermarlo dopo le indagini inutilmente praticate per venire in chiaro di un tal fatto, e invece parmi meno improbabile l’opinione della maggior parte dei nostri cronisti municipali, che, per la liberazione di Benevento dal detto assedio, si fosse eretta nell’anno 664 dal duca Romoaldo Fattuale chiesa dell’Annunziata che è anche nei nostri giorni uno dei tempii principali di Benevento. Questa chiesa dal papa Sisto IV fu dichiarata esente insieme al suo orfanotrofio dalla giurisdizione arcivescovile, e un tale decreto fu poi rifermato dal pontefice Pio V. Essa chiesa nel tempo della guerra combattuta tra Paolo IV e Filippo II ebbe a sopportare moltissimi guasti, ma fu rifatta dal comune in forma più decorosa nel 1570. É di dritto patronato della città, e si ammira in questa chiesa la cappella di S. Gennaro ricca di eletti marmi, e fregiata di quattro bellissime colonne che le aggiungono venustà e decoro.

Bertarido in quel tempo erasi ricoverato nella Corte di Clotario terzo re di Francia, il più potente sovrano di quel tempo, e, giunto ad acquistarsene la benevolenza e l’affetto, non desisteva mai di raccomandarglisi umilmente, affinchè lo aiutasse a ricuperare il trono. E quegli, annuendo di buon grado alle sue preghiere, mandò un esercito contro Grimoaldo, che, allestita in fretta una sufficiente armata, si accampò contro i Franchi presso Asti. Ed essendo avvedutissimo nelle cose di guerra, un dì, infingendosi preso da subita paura, si tirò appresso la sua gente, lasciando, come per isbadataggine, gran copia di vini e di vivande sul campo. Nè andò errato nelle sue congetture, perchè entrati ivi i franchi, presero tosto a far gozzoviglie, e in poco d’ora si resero briachi, e in tale stato di vinolenza, assaliti